martedì 30 dicembre 2008

LEZIONE AI BIRICHINI
«In democrazia il bene maggiore è la privacy e la riservatezza» perciò tutti zitti, giornali e televisioni, è il sogno di Berlusconi che negli ultimi tempi ha distillato attacchi all'informazione di carta e di pixel in un crescendo orchestrale. La battaglia anti-mediatica è un paradosso per il re dei media, ma è la priorità è tacitare gli avversari, e così il premier si è munito di telecomando e ogni giorno spara sulla fiction e sulla satira, sul «tempo che fa» e sui talk-show, «licenzia» i direttori dei grandi giornali e tassa la concorrenza.I giornalisti sono dei «birichini» ha detto ieri nella conferenza di fine anno in diretta tv, padrone dello schermo e del paese, capace di risolvere tutti i problemi nazionali e internazionali, dall'Alitalia alla guerra in Ossezia, dal clima all'immondizia fino alla crisi economica. La povertà? L'Italia gode ottima salute, se non fosse per stampa e tv che spaventano il «cittadino consumatore». La grande narrazione della realtà è di sua competenza, via i disturbatori. Il Cavaliere, che conosce bene il potere della fiction, non a caso se l'è presa con l'ultima puntata di Santoro dove le intercettazioni sono state messe in scena da due attori. Scelta discutibile, ma certo suggestione potente che traduce in lessico accessibile a tutti l'intricata trama del rapporto affari-politica. L'obiettivo principale di Berlusconi sono i media, intoppo alla comunicazione diretta con il popolo e il suo show da «Babbo Natale» di ieri ne è la conferma. Mettere sotto controllo l'emotività del pubblico, al di là delle news, impedire che il racconto del «tutto va bene» sia alterato da voci dissonanti. Per impedire che giungano all'orecchio e all'occhio, Berlusconi ha intenzione di prosciugarne la fonte e di impedire ai magistrati di fare uso delle conversazioni telefoniche. La riforma della giustizia «è pronta», ha assicurato nel suo lungo monologo, «la porteremo al consiglio dei ministri dopo la pausa delle feste», e c'è da scommettere che le intercettazioni saranno consentite solo per i serial killer. Ascoltare e parlare per i magistrati, e non solo per loro, sarà un esercizio limitato, tanto che «se i pm vorranno parlare con i giudici, dovranno bussare alla porta con il cappello in mano». L'attacco generalizzato all'informazione, che colpirà presto anche la Rai, dopo la probabile rimozione forzata di Villari alla vigilanza, è uno tsunami che va oltre la riforma della giustizia. È una strategia di desertificazione della libertà di opposizione, iniziata con la cancellazione del diritto soggettivo per i giornali di cooperativa, da mettere fuori edicola con il taglio dei fondi all'editoria, e proseguita con lo stillicidio di «editti». La democrazia è un discorso politico condiviso, attraversato da conflitti, pubblico. Il solo regista dello spettacolo, però, deve essere lui, tutto il resto è «privacy».
di Mariuccia Ciotta da Il Manifesto

mercoledì 24 dicembre 2008

Si fa l'autostrada delle polemiche ?? Io aspetto Verdi e Comitati


Si fa l'autostrada delle polemiche

Via libera dal Cipe. Ora la Regione si impegna a valutare con attenzione l´impatto paesaggistico dei progetti esecutivi. Collegherà Rosignano a Civitavecchia. Martini ringrazia Matteoli. Si snoderà su un tracciato costiero in parte parallelo all´Aurelia

Si può fare. Questa volta l´autostrada Tirrenica si è davvero sbloccata. Ha avuto il sì che conta, quello senza il quale era rimasta al palo. Il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica dal cui vaglio passano tutte le grandi opere infrastrutturali, ha dato ieri il suo assenso al progetto preliminare di Sat, la Società autostrade toscane. Bene ha detto, l´autostrada si può fare. Secondo il tracciato previsto dalla Regione, che ha portato avanti per cinque anni la battaglia. Come ricordano, molto soddisfatti, il presidente Martini e l´assessore ai trasporti Riccardo Conti. «Finalmente - dice Martini - E´ dal 2003 che la Regione ha definito un progetto condiviso dalla quasi totalità degli enti locali e dalle associazioni economiche e sociali». Completare l´asse autostradale tirrenico tra Rosignano e Civitavecchia gioverà secondo Martini non solo alla Toscana ma a tutto il paese, «alla nostra economia, ai nostri porti, al turismo e alle comunità locali». Il presidente si impegna, dichiara, a fare «un´opera di qualità e rispettosa dell´ambiente». Conclude con «un grazie al ministro Matteoli per il lavoro svolto, coerente con gli impegni che aveva preso».

La Tirrenica si snoderà su un tracciato costiero, in gran parte parallelo all´Aurelia. Quest´ultima, invece, diventerà una strada-parco, con limiti precisi di velocità, molte rotonde, cura ambientale, e servirà di collegamento tra le comunità locali. Il progetto preliminare approvato ieri comprende anche le prescrizioni della Regione centrate su tre punti fondamentali. Uno, l´impegno a intervenire fino dai primi cantieri per ridurre le condizioni di pericolo dell´attuale Aurelia. Due, la realizzazione di opere connesse all´autostrada, a cominciare dalla strada di collegamento con il porto di Livorno, da realizzarsi contestualmente alla Tirrenica. Tre, studiare, al momento della progettazione definitiva, le soluzioni che meglio si inseriscano nel territorio e nel paesaggio con livelli di particolare qualità e attenzione all´ambiente.

Il costo del progetto preliminare è di 3.788 milioni di euro comprese le prescrizioni della Regione, interamente a carico di Sat, più altri 148 milioni che comprendono anche il collegamento con il porto di Piombino. Per finanziare l´opera Sat prevede aumenti del pedaggio del 5 o 6% tra il 2011 e il 2017 e in seguito dello 0,5% l´anno. Un sistema di pedaggio che funzionerà così: a nord ci sarà un sistema aperto da Rosignano fino a Grosseto Sud con tre barriere a Grosseto Sud, a Follonica e a Rosignano, più tre caselli a pagamento: uno vicino alla barriera di Rosignano e due prima e dopo la barriera di Follonica (alle uscite di Rio Torto e di Follonica Nord). A sud ci sarà un sistema chiuso con 6 caselli a pagamento. La convenzione con Sat dovrebbe andare, per ora è questa l´ipotesi, fino al 2046.

«Dopo molti anni, è un passo in avanti importantissimo - dichiara Conti - Ora ci concentreremo sui progetti esecutivi perché rispondano a criteri di rispetto ambientale voluti dalla Regione. D´altra parte, il progetto approvato è quello del tracciato da noi proposto insieme agli enti locali, frutto di un duro lavoro di elaborazione congiunta. L´unico rimpianto è per gli anni persi in una disputa assurda con il ministro Lunardi. Va dato atto al ministro Matteoli di essersi mosso in maniera coerente».
(19 dicembre 2008) http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Si-fa-lautostrada-delle-polemiche/1564195

venerdì 19 dicembre 2008

Ambientalisti o Sfascisti?


Profeti di sventura avevano predetto che saremmo stati 8 miliardi nel 2000 e in verità la popolazione del pianeta supera di poco i 6 miliardi. Ambientalisti votati al catastrofismo ci avevano raccontato che le foreste stanno scomparendo e invece le ultime rilevazioni satellitari ci mostrano che dal 1982 al 1999 l’area di boschi e foreste sulla terra è aumentata del 6%. Ecologisti dell’ultima ora ci avevano detto che i mari si sarebbero sollevati di centinaia di centimetri, e che l’Adriatico sarebbe arrivato fino a Mantova, ma il livello del Mediterraneo sta scendendo. E' recente anche l'allarme lanciato sulla prossima sparizione delle isole Maldive a causa dell'innalzamento del mare. E tutti a piangere su quest'altra sciagura ambientale. I dati ci dicono però che ai livelli attuali ci vorrebbero 750 anni per sommergere le Maldive.

(1) Ci sono pochi dubbi che ormai diversi gruppi ambientalisti rimodellano la nostra vita quotidiana sulla scorta degli allarmi per i cambiamenti climatici, ovvero per il riscaldamento globale, evocando “il consenso scientifico” riguardo alla responsabilità dell’uomo in questi cambiamenti. Invece secondo uno dei maggiori climatologi mondiali, Richard S. Lindzen, il consenso scientifico esiste, e con alcune riserve, solo su questi tre punti:

1. La temperatura media è sempre mutevole. Negli ultimi 60 anni a volte è aumentata e a volte è diminuita. Nell’ultimo secolo è aumentata probabilmente di una quantità compresa tra 0,6 e 0,15 gradi centigradi. C’è stato quindi un moderato riscaldamento medio globale.

2. La CO2 è un gas serra e il suo aumento dovrebbe contribuire ad un aumento delle temperature. Un suo raddoppiamento aumenterebbe del 2% l’effetto serra (dovuto principalmente al vapore acqueo e alle nubi).

3. E’ possibile che le attività dell’uomo siano responsabili del recente aumento di CO, sebbene altri fenomeni naturali possano causare dei cambiamenti della CO2.

Come si vede, non solo il consenso è su pochi punti di base, ma è anche pieno di condizionali. Ad esempio, precisa ancora Lindzen, affermare la possibilità di una responsabilità dell’uomo nell’aumento di CO2 non significa affatto che questo sia decisivo: “Non ci sono dubbi che l’influenza dell’uomo dovrebbe esistere, ma i livelli di questa influenza potrebbero essere impercettibili”(2). In effetti a fronte delle 20 Gt di CO2 che l’umanità crea ogni anno, ve ne sono 2000 in atmosfera e 150.000 nelle acque degli oceani. Come nota un altro famoso climatologo, Craig Bohren, docente emerito della Pennsylvania State University, è difficile non essere scettici quando si nota che i maggiori propugnatori della tesi del riscaldamento globale sono gli stessi che non molto tempo fa agitavano lo spettro del raffreddamento globale:

Il caso più clamoroso è quello di Steven Schneider: circa 30 anni fa era in prima fila a lanciare l’allarme per una imminente età glaciale. Allora la responsabilità era di particelle immesse nell’atmosfera dalle attività umane. Non c’è dubbio che qualsiasi saranno i cambiamenti climatici lui potrà dire correttamente di averlo previsto”(3). Ma anche Nigel Calder, celebre divulgatore scientifico, scriveva in un suo libro nel 1977:

Il pericolo di una nuova era glaciale risulta ora più minaccioso ed incombente di quanto gli esperti non avessero temuto pochi anni or sono”. In un articolo apparso sul settimanale americano Newsweek il 28 aprile 1975, dal titolo The cooling world (il mondo in raffreddamento) si scriveva:

C’è ormai l’evidenza di cambiamenti drammatici del clima sulla terra e che questi cambiamenti porteranno a una drastica diminuzione nella produzione di cibo, con serie implicazioni politiche per quasi ogni nazione sulla terra”. Allora come ora sono evidenti i drammatici cambiamenti e le conseguenze catastrofiche, e ovviamente, l’articolo si premura anche di sottolineare che nella comunità scientifica “il consenso è pressoché unanime”. Stesse identiche frasi che sembrano riprese dai giornali delle ultime settimane, peccato solo che allora si parlava della prossima età glaciale invece che del riscaldamento globale.

Anche sull'energia, ad esempio sul nucleare, gli ambientalisti ci bombardano con tutta una serie di falsi miti tranquillamente sconfessabili: il problema delle scorie è risolvibile, il nucleare non è pericoloso, non è in via di abbandono, non ha un ruolo marginale, non ha un costo eccessivo, anzi è invece a tutt'oggi l'unica fonte che può soddisfare la crescente domanda di energia elettrica e magari prendere il posto del petrolio così come del carbone e del gas naturale. Il nucleare, al contrario dei combustibili fossili citati, oltre a rappresentare la più virtuosa soluzione al problema energetico, permettendoci di alleviare le crisi geopolitiche connesse al controllo ed approvvigionamento di petrolio e gas, costituisce un tipo di energia priva delle emissioni di anidride carbonica che guarda caso sarebbero alla base ,proprio secondo gli stessi ambientalisti, dell'effetto serra. Per di più tra gli ambientalisti oltre a quelli contrari alle centrali nucleari ora ci sono anche quelli contrari al rinnovabile. A Scansano, in Toscana, una famosa organizzazione ambientalista ha sostenuto nel ricorso accolto dal TAR un imprenditore vitivinicolo che aveva fatto causa contro il parco eolico progettato nel 2005 dalla spagnola Endesa, la cui capacità produttiva totale di 20 megawatt ha l'obiettivo di rendere autonomi, dal punto di vista energetico, i comuni di Scansano e quelli limitrofi. Il parco eolico ora rischia lo smantellamento. Invito poi i più volenterosi a fare una ricerca sull'eolico nelle marche.... non avranno difficoltà a trovare termini quali EOLICO SELVAGGIO, IL PROBLEMA DELL'EOLICO ecc. ecc. Chissà allora quante dovremo sentirne quando distese di bruttissimi pannelli fotovoltaici neri invaderanno un qualsiasi spazio in una qualsiasi zona.

Alcune organizzazioni ambientaliste frequentemente utilizzano la disinformazione per creare allarmismi molto spesso privi di alcun fondamento. Un esempio è rappresentato dal falso allarme leucemie infantili nelle province di Cremona e Mantova, diffuso nei giorni scorsi nel sito di Legambiente. La notizia era falsa perché basata su analisi palesemente errate di dati ed è stata smentita da tutti. Anche la stessa Legambiente ha ammesso in diverse sedi di aver pubblicato una “bufala”, nonostante ciò, però, la notizia continua a fare bella mostra di se (e sicuramente non verrà rimossa) sul sito dell’organizzazione cosicché un qualsiasi visitatore di tale sito che non abbia seguito tutta la vicenda, continua ad essere tratto in inganno da una falsa notizia(4).

Spesso organizzazioni ambientaliste frappongono continui ostacoli allo sviluppo scientifico-tecnologico, ad esempio mettendo al bando l'agricoltura geneticamente modificata ed i cibi transgenici, senza considerare che proprio grazie a questi forse si potrebbero risolvere buona parte dei problemi connessi alla fame nel mondo, e senza nessuna prova della pericolosità di detti alimenti. Chi, proprio a causa di questo martellamento, non prova disagio di fronte ad un ogm? Come mai diamo per scontato che sono nocivi? Come mai invece mangiamo tranquillamente magari un frutto creato da un contadino incrociando due piante? Non è anche quella manipolazione genetica?

Facciamola quindi finita con i troppi luoghi comuni, degli ecologisti improvvisati e senza basi scientifiche. Quella degli pseudo ambientalisti è un predominio che stiamo pagando caro: viviamo male e soprattutto non facciamo le scelte migliori. Così vincono i furbi e perde l’ambiente, perde la natura, perdiamo tutti.

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1) Tratto da Introduzione Le bugie degli ambientalisti Vol.2 2)Richard S. Lindzen, Alcune riflessioni di politica climatica 3)April Holladay, How to get to the bottom of the global warming debate 4) tratto da:http://www.inganno-ambientalista.it/content/view/145/1/

sabato 13 dicembre 2008













La grande bufala dell'Alta velocità: treni più lenti e costosi

di Massimo Franchi da l'Unità
In Italia di Alta velocità si parla da più di vent’anni. Era il sogno venduto alla politica da Lodovico Ligato e Lorenzo Necci: fare dell’Italia un paese avanzato, come i cugini francesi che nel mondo posso vantare i 350 km all’ora del loro Tgv. Un sogno costato tangenti, anni di galera e morti. I tanti operai per costruirla e i due manager: Ligato ucciso dalla mafia e lo stesso Necci, investito da un’auto mentre era in bicicletta nel maggio 2006. L’Alta velocità in Italia è stata lo specchio fedele del Paese. Oltre alle tangenti c’è un altro capitolo comune ad ogni infrastruttura: le infinite inaugurazioni. La prima fu per la tratta Firenze-Roma nell’ormai lontano 1992. Da quel giorno i treni lì sopra viaggiano a 250 km all’ora e continueranno a farlo, con addirittura un aumento dei tempi di percorrenza per il troppo traffico di Eurostar sulla tratta. Il 21 dicembre 2005 Silvio Berlusconi doveva inaugurare la Roma-Napoli (300 km all’ora), passando anche sul territorio di Roccasecca, provincia di Frosinone. Comune nel quale il giorno prima, su un binario molto più vecchio, si scontrarono due treni regionali con un bilancio di due morti e una ventina di feriti. E Berlusconi fu costretto a rimandare il brindisi con paletta. Il 14 dicembre toccherà alla terza inaugurazione, anche questa spacciata per rivoluzione. Milano-Bologna in poco più di un’ora. Tutto bellissimo, tutto iper tecnologico, non c’è che dire. Peccato però che a questa bellissima nuova tratta da 182 chilometri ne manchi qualcuno. Quelli vicini alle stazioni di partenza e di arrivo. Pochi chilometri che produrranno però un vero ingorgo e costringeranno, così come a Firenze e a Roma, a rallentamenti per tutti gli altri treni che non siano Alta Velocità.Di inaugurazioni infatti ce ne saranno altre. L’anno prossimo, se tutto va bene, sarà il turno della Firenze-Bologna. Ma non è finita qui. Perché per concludere il tutto mancano i binari più importanti, quelli che attraversano le città in gran parte sottoterra e che, questi sì, finalmente libereranno binari per i pendolari. Il progetto Grandi Stazioni è comunque di là da venire. Torino Porta Susa sarà aperta ai viaggiatori entro il 2010, Bologna Centrale nel 2011, Firenze addirittura nel 2014. Quell’anno potremmo dire che l’Alta Velocità Torino-Napoli sarà (finalmente) completata e anche i pendolari metropolitani avranno binari liberi a loro disposizione. Sempre che ci siano i soldi per farci passare nuovi treni.Eh sì, perché su una cosa l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti ha ragione. Se i pendolari sono stipati come sardine su treni del secolo scorso la colpa è in gran parte del governo che ha tagliato i fondi (già stanziati) per comprarne di nuovi. Le risorse previste nella finanziaria 2009 ammontano a circa 1350 milioni, la stessa cifra prevista nel 1999, mentre la richiesta di Trenitalia per i servizi regionali e gli Intercity è di 2050 milioni. Un differenziale enorme che ha portato nelle settimane scorse Trenitalia a minacciare tagli ai servizi e il blocco di ogni previsione di sviluppo in attesa di un provvedimento di adeguamento. Ora il provvedimento è arrivato con il decreto «anticrisi» del 28 novembre. Ma anche in questo caso si parla quasi solamente di Alta velocità. E quasi niente di pendolari. La previsione di copertura è di 480 milioni, molto lontana dai 700 milioni necessari per Trenitalia. Sono previsti anche 960 milioni per investimenti, neanche a dirlo, tutti per l’Alta Velocità.Comunque anche per l’Alta velocità i treni saranno sempre gli stessi. Cambieranno nome, ma di nuovi nemmeno l’ombra. Saranno tutti Etr500, con i pochi Etr600 che saranno testati al Sud dove i binari non sono Alta Velocità. E a parte la Milano-Bologna la cosa paradossale è che l’Alta velocità farà aumentare i tempi di percorrenza. Per la Roma-Bologna si arriverà anche a 12 minuti in più (dalle attuali 2h e 38’ a 2h50’) e 4 minuti sulla Roma-Firenze (da 1h36’ a 1h40’).Il Frecciarossa (Etr500) correrà tra Napoli - Roma e Milano, il Frecciargento (Etr 485 e qualche Etr 600 nuovo), capace di elevate prestazioni anche sulle linee convenzionali, raggiungerà la Puglia e la Calabria, i Frecciabianca (EurostarCity) «viaggeranno dove potranno al meglio sfruttare le loro potenzialità», dizione alquanto fantasiosa. I nomi cambieranno anche per gli Intercity che diventeranno Eurostar city. E che naturalmente costeranno di più anche se impiegheranno in molti casi più tempo rispetto a oggi. La strategia aziendale è chiarissima. Guadagnare più mercato possibile, anche a spese dell’Alitalia in crisi, prima dell’arrivo della concorrenza di Della Valle e Montezemolo con la loro Ntv e i treni che dovrebbero iniziare a viaggiare dal 2011. Naturalmente il business è tutto lì, sulla Roma-Milano e sulla Torino-Venezia, sempre che sia pronta per quell’anno. Il tutto a scapito dei pendolari e di tutte le altre tratte. Negli ultimi anni ogni cambio di orario è diventato un parto con travaglio lunghissimo. Quello del 14 dicembre è stato, se è possibile, più sofferto. Ogni regione deve stipulare il Contratto di servizio e i tavoli con Trenitalia sono estenuanti per ognuno dei 20 assessori ai Trasporti. Alla fine i più soddisfatti dicono di «aver contenuto le perdite».

venerdì 12 dicembre 2008



NUCLEARE o NON NUCLEARE .. ma se non ci troviamo d'accordo neanche per piantare quattro pali con qualche elica.
Come sempre tutti fanno i CECCO TOCCAMI parlano parlano e poi si lamentano ... la notizia è vecchia e come sempre è passata nel dimenticatoio.
Bocciato il parco eolico di Scansano
Era stato inaugurato da poco più di una settimana e già si parla di smantellare il parco eolico più grande della Toscana: quello di Scansano.Il Tar ha accolto il ricorso di un privato che si era opposto alla costruzione del parco eolico. Legambiente era favorevole al parco, Italia Nostra contraria e ha sostenuto Iacopo Biondi, l’imprenditore vitivinicolo che ha fatto causa contro i ventoloni di Endesa (poi diventati di Gamesa).
Il tribunale ha motivato la sentenza con la conservazione della fauna: nell’area circostante il parco ci sono tre siti di importanza comunitaria da considerare “aree critiche per aspetti naturalistici”. La Regione Toscana e la conferenza dei servizi (che e’ il tavolo che riunisce tutti i portatori di interesse ad una opera ancora da costruire, in cui si valutano pro, contro e mitigazioni possibili) non avevano ritenuto necessario procedere ad una valutazione di impatto ambientale, limitandosi a chiedere delle prescrizioni (cose da fare per il corretto inserimento dell’opera nell’ambiente).

mercoledì 10 dicembre 2008

Ciao collega, ciao a tutti. A te l'onore del primo vero post