sabato 18 aprile 2009

Vienna, ecco il termovalorizzatore che non fa paura ai cittadini



Un impianto all'avanguardia, visitato dai turisti e amato dai cittadini.

Quattro fermate della linea 4 collegano Schwedenplatz a Spittelau. Dieci minuti di corsa in metropolitana nelle viscere di Vienna e accanto al canale Danubio sono sufficienti a legare la cattedrale di Santo Stefano, cuore della vecchia città, al più straordinario impianto di smaltimento dei rifiuti che ci sia nell'Occidente ( un gemello più grande e più nuovo è stato costruito ad Osaka, in Giappone). La cupola dorata che svetta altissima sulla capitale del fu impero austroungarico sembra lo scrigno di un prezioso ristorante con vista panoramica, invece è solo la parte terminale di una struttura colorata, interrotta da miriadi di finestre ognuna diversa dall'altra, da cespugli e alberi che si arrampicano su una facciata bianca attraversata da linee blu e gialle. E' l'acciaio smaltato di giallo che rende preziosa la cupola, illuminata di notte da 1048 lampadine che trasformano un impianto industriale, da sempre oggetto di repulsione e di tensioni sociali, in un esempio di architettura fantastica, ma anche ecosostenibile; per giunta, visitato anche dai turisti.

Non a caso l'architetto, il visionario Friedensreich Hundertwasser, ha voluto che sul camino si rimettesse al proprio posto il nido dove ogni anno nascono tre piccoli falchi. Perchè il termovalorizzatore viennese tre anni tra ideazione e entrata in funzione è nato dalle ceneri di uno vecchio andato distrutto in un incendio, proprio come un'araba fenice che non teme di riprodursi da se stesso.

Del resto la tecnologia applicata ai rifiuti solidi urbani realizza ciò che cantava il poeta: dal letame nascono i fiori. Sono tre i termovalorizzatori di Vienna ( uno per i rifiuti speciali), un quarto è in costruzione perchè entro il 2008 si dovrà chiudere l'ultima discarica funzionante nella città che, con il suo milione e 800mila abitanti, ogni anno produce 900mila tonnellate di rifiuti solidi.

Nel 1987, quando a Spittelau quartiere a nord di Vienna andò distrutto il vecchio inceneritore, il sindaco Zilk decise di affidare ad Hundertwasser la realizzazione del termovalorizzatore ( all'epoca non c'era l'obbligo di gare d'appalto): sembrò un paradosso perchè l'architetto pittore era un noto ambientalista che solo qualche tempo prima aveva manifestato con decisione contro una centrale elettrica. Ma alla fine, dopo attenti studi sulle tecnologie e sui processi industriali, Hundertwasser decise di accettare l'incarico e si lanciò nell'impresa di realizzare quella che definì « un'opera d'amore » per la sua città e per questo senza compenso alcuno.

Gli abitanti del quartiere, che pure avevano protestato contro un nuovo impianto che temevano inquinante, furono in un certo senso « garantiti » dalla prestigiosa firma « verde » e coloro che continuarono ad avere perplessità oggi, a distanza di quindici anni, convivono con il termovalorizzatore, infinitamente più « bello » della pur avvenieristica stazione della metropolitana costruita lì di fronte. Quando si esce dalla stazione, incamminandosi verso il polo universitario che dista pochi metri, o verso i grandi e moderni palazzi di una periferia che è davvero all'interno della città e lungo il canale, più centrale rispetto al celebre Grinzing delle stube e osterie raccontato da tanta letteratura, quando si esce dalla stazione si avvertono gli odori forti prodotti dai rifiuti bruciati, ma giusto nei pressi immediati dell'impianto. Spittelau, dunque, non soffre per la

montagna di immondizia bruciata dopo accurata selezione ( ma oggi, dopo attenti studi, si divide solo la plastica che contiene acqua, gli altri contenitori vengono mescolati alla frazione umida dei rifiuti, perchè non può essere riciclata) e può controllare in ogni momento, anche su internet, il livello e la qualità di emissioni misurate secondo parametri europei. Sapere che da una tonnellata di rifiuti solo 900 grammi di polveri finiranno in discarica ( oggi in quella cittadina, fra due anni in miniere dismesse di salgemma), senza ripercussioni per la salute o la qualità dell'aria è un risultato ritenuto da tutti straordinario. Se poi si aggiunge che l'acqua utilizzata nel « lavaggio » delle emissioni ( prima trattate con un sistema elettrolitico, mentre le particelle più sottili vengono filtrate), una volta depurata è incanalata verso il sistema di riscaldamento delle abitazioni e soprattutto del vicino ospedale il più grande di Vienna è evidente che i vantaggi si moltiplicano. Funziona 24 ore su 24 il termovalorizzatore di Spittelau racconta Ernst Schauer, attraverso la gentile interprete Helga Poechheim e perchè vada a pieno regime è sufficiente una dozzina di persone e un sistema di controllo totalmente computerizzato. Il cubo bianco che custodisce il cuore pulsante del grande forno è come un asettico inferno a compartimenti stagni, dove le lingue di fuoco ( si raggiungono anche i 1200 gradi, ma non si può scendere mai sotto gli 800) in un istante distruggono ciò che scartiamo dalla nostra vita quotidiana e che si riversa in un pozzo enorme, nelle cui oscenità si può spiare attraverso vetri a prova d'odore. Questo è il dentro. Il fuori è lo straordinario « giocattolo » che Hundertwasser ha voluto regalare a Vienna, mettendoci come firma il suo cappello, letteralmente: su una terrazza è stato replicato il coloratissimo copricapo utilizzato dall'architetto.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno R. Lampugnani

martedì 7 aprile 2009


Termo o cancrovalorizzatori?


Inceneritori: una lettera aperta a Repubblica mai pubblicataVenerdì 27 marzo 2009, 17:32 Termo o cancrovalorizzatori? Lettera aperta di medici e scienziati mai pubblicataUna lettera aperta (e finora non pubblicata dal primo destinatario) a firma di 50 medici e biologi italiani è stata inviata più di 2 settimane fa a Repubblica, ma nonostante le sollecitazioni non è stata pubblicata. I mittenti hanno deciso allora di inviarla a diversi giornali nella speranza di ottenere la visibilità richiesta.La lettera è in difesa della dottoressa Patrizia Gentilini, letteralmente "aggredita" verbalmente dal presidente della Provincia di Firenze (oggi candidato sindaco) dopo che la Gentilini si era permessa di esprimere - da oncologa - il suo parere fortemente contrario agli inceneritori e termovalorizzatori (quelli che i medici di mezza Italia ormai chiamano più correttamente "cancrovalorizzatori"). [Fonte: chiaianodiscarica.it]

I moderni inceneritori sono tutt'altro che innocui. E' notizia di queste ore l'esito preoccupante delle analisi compiute sulle diossine e PCB trovati nei polli, nelle uova, nei pesci e in altri animali nei pressi all'inceneritore di Montale a Pistoia.Impianti di incenerimento sotto inchiesta della magistratura o comunque problematici sono all'ordine del giorno nel nostro paese: da Massafra a Terni, da Pietrasanta a Montale, da Collefferro a Modugno, fino al "famoso" inceneritore di Brescia - spesso portato ad esempio dai politici - che ha visto ben 18 aziende agricole dislocate in sua prossimità con il latte fuori norma per i valori di diossine e PCB.Matteo Renzi sostiene l'incenerimento come pratica virtuosa per smaltire i rifiuti. Ciò vuol dire mistificare la realtà e ignorare studi allarmanti sull'alta incidenza tumorale nelle aree prossime ad inceneritori che riguardano non solo l'Italia, ma anche la Francia e l'Inghilterra.


26.03.2009 Di seguito il testo completo della lettera.

Una lettera al direttore, per la Dr.ssa Patrizia Gentilini.

Gent.mo Direttore,nell'edizione di Firenze del suo giornale del 25 febbraio scorso è riportato l'articolo sull'apertura della causa civile per diffamazione intentato dalla dr.ssa Patrizia Gentilini nei confronti del presidente della Provincia di Firenze e candidato a sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi. Nel corso di una trasmissione televisiva sui problemi dell'incenerimento dei rifiuti e dei possibili effetti sulla salute è emerso tutto il livore di chi, pur di difendere l'attuale gestione del problema, poco si cura del notevole incremento di malattie che potrebbero essere correlate con l'inquinamento ambientale: ci preoccupa, in particolare, il drammatico aumento (del 2% annuo: 20% in 10 anni!) dei tumori infantili (1). La dr.ssa Gentilini ha lavorato nel campo dell'oncologia pubblica per circa trenta anni, a stretto contatto con i malati e i loro familiari, dimostrando una professionalità ed una umanità indiscutibili. In ottemperanza all'art. 5 del Codice Deontologico dell'Ordine dei Medici, cui appartiene e di cui è referente per l'ambiente per l'Ordine di Forlì-Cesena, è da sempre impegnata per la Prevenzione Primaria, che trova nella difesa dell'ambiente il punto cruciale della tutela della salute pubblica. Come oncologa, ha rivolto particolare attenzione all'incremento della patologia neoplastica, anche in ragione del fatto che la letteratura specialistica internazionale ha documentato negli ultimi anni un allarmante incremento di quasi tutte le neoplasie, soprattutto nelle giovani età e nel sesso femminile (1, 2). Esistono dati allarmanti che riguardano non solo l'Italia, ma anche la Francia e l'Inghilterra, che dimostrano l'alta incidenza tumorale nelle aree intensamente industrializzate e in particolare anche in quelle prossime ad inceneritori (3,4). Su problemi tanto delicati, che riguardano la salute pubblica e l'avvenire di tutti i cittadini e dei nostri figli, si deve dimostrare sempre e dovunque la stessa attenzione e la stessa preoccupazione da parte di tutti. Pur riconoscendo che si possano avere pareri differenti sulle soluzioni da adottare, sarebbe opportuno che chiunque rivesta ruoli istituzionali, prima di affrontare simili argomenti, si documentasse e imparasse a discuterne, specie in sedi pubbliche, con educazione, moderazione e senso di responsabilità. Il sig. Renzi, invece, non ha soltanto affrontato problematiche tanto delicate e complesse con incredibile leggerezza, ma si è addirittura permesso di usare toni ingiuriosi e sprezzanti, nei confronti di una seria e stimata oncologa. Il breve elenco bibliografico al termine di questa lettera, è dedicato al sig. Renzi perché possa iniziare a documentarsi: potrà trovare, se lo vorrà, amplissima documentazione scientifica sull'argomento. I medici e biologi firmatari di questa lettera non si limitano a esprimere piena solidarietà nei confronti della dr.ssa Gentilini, per incoraggiarla a proseguire in un impegno che è anche il loro, ma invitano tutti i colleghi e gli uomini di scienza a ricordare le accorate parole del prof. Tomatis, uno dei maggiori oncologi e ricercatori europei, recentemente scomparso, che a proposito della prassi irresponsabile di bruciare i rifiuti, ha dichiarato pubblicamente: "Le generazioni future non ce lo perdoneranno". Caro Direttore tramite il suo giornale rivolgiamo questo invito a riflettere sui preoccupanti problemi dell'ambiente non solo ai suoi lettori, ma soprattutto ai politici ed agli amministratori del nostro territorio sempre piu' devastato da uno sviluppo vorace e inquinante. Crediamo utile porgere questo appello soprattutto a chi si candida al ruolo di primo cittadino di una grande città, ricordandogli che tra i doveri specifici di un sindaco dovrebbe esserci quello di tutelare la salute dei propri concittadini oltre che di ascoltarli sempre con attenzione e rispetto.