I ceccotoccami
o siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere.
giovedì 18 giugno 2009
Sono Gradite Aggiunte Nei Commenti
Le donne non sanno guidare
Se vai col treno, poi non hai il problema della macchina
Dove si fermano i camionisti, è lì che si mangia bene!
La 500 la parcheggi dove vuoi
La macchina nera d'estate diventa un forno
Tutti si lamentano del traffico e poi vedi una persona sola per macchina!
Fanno le macchine così veloci e poi ci sono i limiti di velocità !
...ma le macchine si riparano, l'importante è che lo puoi raccontare...!
Il mezzo più sicuro è il treno !
La patente la danno a tutti !
Le macchine giapponesi: è difficile trovare i pezzi!
Le macchine tedesche durano!
Preso un semaforo rosso li prendi tutti!
Questa macchina era di un signore anziano che la teneva sempre in garage
Gli incidenti capitano anche a chi va troppo piano
Gli uomini con il cappello non sanno guidare
Qui una volta era tutta campagna
Una volta i cibi erano piu sani
Una volta si poteva uscire tranquilli alla sera
Per sapere cos'e' la fame dovevi vivere in tempo di guerra
Ai miei tempi ci si alzava da tavola solo quando tutti avevano finito
Non ci sono piu' le donne di una volta
Una volta si poteva lasciare la porta aperta
Una volta la verdura aveva un altro sapore
Una volta ci si divertiva di piu'
Il pane di una volta aveva tutto un altro sapore
Non ne fanno più di cose così, hanno gettato lo stampo
Le nevicate di adesso non sono come quelle di una volta
Una volta si poteva lasciare la porta aperta
Una volta il calcio era piu' genuino, oggi con tutti questi miliardi…
Una volta c'era piu' solidarieta', piu' comunicabilita'
Una volta la verdura aveva un altro sapore
Ai miei tempi ci si divertiva con un niente !
Ai miei tempi i giovani rispettavano di più gli anziani
Ai miei tempi la scuola era molto più dura !
Una volta qui c'era il mare
Non c'e' piu' nessuno che lavora la terra,
Non esistono più le mezze Stagioni
E' tutto un mangia mangia
Venezia è un bel posto ma non ci vivrei
La macchina nera è bella ma si sporca subito
Gli errori arbitrali a fine stagione si compensano
Fa troppo freddo per nevicare, dovrebbe salire un po la temperatura
La moquette è bella ma fa troppa polvere!
La classe non è acqua"
Signori si nasce
Non ci sono più le bandiere di una volta
D'ora in poi ogni partita è una finale
Il calcio è il gioco più bello
Qui una volta era tutta campagna.
Ormai si passa direttamente dal cappotto alle mezze maniche.
A Capodanno l'importante è stare insieme, anche a casa di amici.
Non c'è più rispetto per gli anziani!
Oggigiorno senza una laurea non vai da nessuna parte!
Fare il medico non deve essere un lavoro ma una missione!
Il gatto si affeziona alla casa e non al padrone.
Mi piace correre in macchina ma lo faccio soltanto quando sono solo.
Per sposarvi dovete lavorare tutti e due.
Il pane di una volta aveva tutto un altro sapore.
Il nuoto è lo sport più completo.
Con il blu ci sta bene tutto.
Il cane è come una persona.
Il Liceo ti dà solo un pezzo di carta.
Una volta ci si divertiva con poco.
Se vai col treno, poi non hai il problema della macchina.
Passato il ferragosto l'estate è finita.
Gli occhiali valorizzano il viso.
Chi esce da ragioneria ha più sbocchi.
Il posto statale non te lo toglie nessuno.
Il servizio militare ti forma.
I capelli corti danno un senso di pulito.
I concorsi sono tutti truccati.
Le ragazze grasse sono le più simpatiche.
Preferisco un appartamento piccolo: è più facile da pulire.
I neri hanno il ritmo nel sangue.
Il parquet è bello ma troppo delicato.
Economia e Commercio apre tutte le porte.
La pallacanestro ti alza.
La Smart la parcheggi dove vuoi.
Gli italiani li trovi dappertutto.
Il pianoforte è la base di tutto.
Non prendo un cane così poi non mi dispiacerà vederlo morire.
D'estate nelle case antiche si sta più freschi.
Se hai le qualità prima o poi emergi.
L'altra coda va sempre più veloce.
Come si allungano le giornate! Ieri a quest'ora era già buio!
In Tv hanno detto che quest'anno ci sarà un'estate caldissima!
A Milano, se caschi per terra, nessuno ti raccoglie
In fondo Mussolini ha fatto anche tante cose buone
Io dico sempre quello che penso
I giocatori russi (o inglesi) non si ambientano in Italia
Lo stadio è una valvola di sfogo
I gay sono più sensibili delle persone normali
Del pene non contano le dimensioni ma come lo usi
Io in una donna cerco complicità
In vacanza non sono corna
L’amicizia tra un uomo e una donna non è possibile
A Roma dove si buca si trova un tesoro
Sono credente ma non praticante
Studenti in legge: i disoccupati di domani
In ogni caso... fa curriculum
Comunque, in certi posti se non hai le conoscenze non entri
I bambini di oggi sono tutti prepotenti
Mio figlio, a quattro anni, sa già usare il computer
ogni cosa giusta rivela il suo contrario
i politici non sono piu' quelli di una volta
il secondo album e' sempre il piu' difficile
quando c'era lui i treni partivano in orario
Non sarà il più bello, ma il campionato italiano è il più difficile del mondo.
Gli arbitri italiani sono i migliori del mondo.
Gli allenatori italiani sono i migliori del mondo.
Una volta si che i difensori sapevano difendere.
Se non mangio la pasta è come se non avessi mangiato.
I tifosi sono la parte migliore del calcio, il 12° uomo in campo
Internet è il futuro
Non si può essere rompipalle, se non si hanno le palle
Si stava meglio quando si stava peggio.
Donna nana tutta tana.
Ha il profumo del pane appena sfornato.
I neri hanno la musica nel sangue.
sabato 18 aprile 2009
Vienna, ecco il termovalorizzatore che non fa paura ai cittadini

Un impianto all'avanguardia, visitato dai turisti e amato dai cittadini.
Quattro fermate della linea 4 collegano Schwedenplatz a Spittelau. Dieci minuti di corsa in metropolitana nelle viscere di Vienna e accanto al canale Danubio sono sufficienti a legare la cattedrale di Santo Stefano, cuore della vecchia città, al più straordinario impianto di smaltimento dei rifiuti che ci sia nell'Occidente ( un gemello più grande e più nuovo è stato costruito ad Osaka, in Giappone). La cupola dorata che svetta altissima sulla capitale del fu impero austroungarico sembra lo scrigno di un prezioso ristorante con vista panoramica, invece è solo la parte terminale di una struttura colorata, interrotta da miriadi di finestre ognuna diversa dall'altra, da cespugli e alberi che si arrampicano su una facciata bianca attraversata da linee blu e gialle. E' l'acciaio smaltato di giallo che rende preziosa la cupola, illuminata di notte da 1048 lampadine che trasformano un impianto industriale, da sempre oggetto di repulsione e di tensioni sociali, in un esempio di architettura fantastica, ma anche ecosostenibile; per giunta, visitato anche dai turisti.
Non a caso l'architetto, il visionario Friedensreich Hundertwasser, ha voluto che sul camino si rimettesse al proprio posto il nido dove ogni anno nascono tre piccoli falchi. Perchè il termovalorizzatore viennese tre anni tra ideazione e entrata in funzione è nato dalle ceneri di uno vecchio andato distrutto in un incendio, proprio come un'araba fenice che non teme di riprodursi da se stesso.
Del resto la tecnologia applicata ai rifiuti solidi urbani realizza ciò che cantava il poeta: dal letame nascono i fiori. Sono tre i termovalorizzatori di Vienna ( uno per i rifiuti speciali), un quarto è in costruzione perchè entro il 2008 si dovrà chiudere l'ultima discarica funzionante nella città che, con il suo milione e 800mila abitanti, ogni anno produce 900mila tonnellate di rifiuti solidi.
Nel 1987, quando a Spittelau quartiere a nord di Vienna andò distrutto il vecchio inceneritore, il sindaco Zilk decise di affidare ad Hundertwasser la realizzazione del termovalorizzatore ( all'epoca non c'era l'obbligo di gare d'appalto): sembrò un paradosso perchè l'architetto pittore era un noto ambientalista che solo qualche tempo prima aveva manifestato con decisione contro una centrale elettrica. Ma alla fine, dopo attenti studi sulle tecnologie e sui processi industriali, Hundertwasser decise di accettare l'incarico e si lanciò nell'impresa di realizzare quella che definì « un'opera d'amore » per la sua città e per questo senza compenso alcuno.
Gli abitanti del quartiere, che pure avevano protestato contro un nuovo impianto che temevano inquinante, furono in un certo senso « garantiti » dalla prestigiosa firma « verde » e coloro che continuarono ad avere perplessità oggi, a distanza di quindici anni, convivono con il termovalorizzatore, infinitamente più « bello » della pur avvenieristica stazione della metropolitana costruita lì di fronte. Quando si esce dalla stazione, incamminandosi verso il polo universitario che dista pochi metri, o verso i grandi e moderni palazzi di una periferia che è davvero all'interno della città e lungo il canale, più centrale rispetto al celebre Grinzing delle stube e osterie raccontato da tanta letteratura, quando si esce dalla stazione si avvertono gli odori forti prodotti dai rifiuti bruciati, ma giusto nei pressi immediati dell'impianto. Spittelau, dunque, non soffre per la
montagna di immondizia bruciata dopo accurata selezione ( ma oggi, dopo attenti studi, si divide solo la plastica che contiene acqua, gli altri contenitori vengono mescolati alla frazione umida dei rifiuti, perchè non può essere riciclata) e può controllare in ogni momento, anche su internet, il livello e la qualità di emissioni misurate secondo parametri europei. Sapere che da una tonnellata di rifiuti solo 900 grammi di polveri finiranno in discarica ( oggi in quella cittadina, fra due anni in miniere dismesse di salgemma), senza ripercussioni per la salute o la qualità dell'aria è un risultato ritenuto da tutti straordinario. Se poi si aggiunge che l'acqua utilizzata nel « lavaggio » delle emissioni ( prima trattate con un sistema elettrolitico, mentre le particelle più sottili vengono filtrate), una volta depurata è incanalata verso il sistema di riscaldamento delle abitazioni e soprattutto del vicino ospedale il più grande di Vienna è evidente che i vantaggi si moltiplicano. Funziona 24 ore su 24 il termovalorizzatore di Spittelau racconta Ernst Schauer, attraverso la gentile interprete Helga Poechheim e perchè vada a pieno regime è sufficiente una dozzina di persone e un sistema di controllo totalmente computerizzato. Il cubo bianco che custodisce il cuore pulsante del grande forno è come un asettico inferno a compartimenti stagni, dove le lingue di fuoco ( si raggiungono anche i 1200 gradi, ma non si può scendere mai sotto gli 800) in un istante distruggono ciò che scartiamo dalla nostra vita quotidiana e che si riversa in un pozzo enorme, nelle cui oscenità si può spiare attraverso vetri a prova d'odore. Questo è il dentro. Il fuori è lo straordinario « giocattolo » che Hundertwasser ha voluto regalare a Vienna, mettendoci come firma il suo cappello, letteralmente: su una terrazza è stato replicato il coloratissimo copricapo utilizzato dall'architetto.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno R. Lampugnani
martedì 7 aprile 2009

I moderni inceneritori sono tutt'altro che innocui. E' notizia di queste ore l'esito preoccupante delle analisi compiute sulle diossine e PCB trovati nei polli, nelle uova, nei pesci e in altri animali nei pressi all'inceneritore di Montale a Pistoia.Impianti di incenerimento sotto inchiesta della magistratura o comunque problematici sono all'ordine del giorno nel nostro paese: da Massafra a Terni, da Pietrasanta a Montale, da Collefferro a Modugno, fino al "famoso" inceneritore di Brescia - spesso portato ad esempio dai politici - che ha visto ben 18 aziende agricole dislocate in sua prossimità con il latte fuori norma per i valori di diossine e PCB.Matteo Renzi sostiene l'incenerimento come pratica virtuosa per smaltire i rifiuti. Ciò vuol dire mistificare la realtà e ignorare studi allarmanti sull'alta incidenza tumorale nelle aree prossime ad inceneritori che riguardano non solo l'Italia, ma anche la Francia e l'Inghilterra.
26.03.2009 Di seguito il testo completo della lettera.
mercoledì 11 marzo 2009
Meno Tasse Più Buoni

Allora... un Ceccotoccami, da profano dell'economia, ha avuto un'ideuzza economica che starebbe giù per su così:
Quello che qualcuno chiamava Taglio Del Cuneo Fiscale, che non so a quanto potrebbe ammontare mensilmente, 20, 50, 100 euri? andrebbe erogato sottoforma di buoni a scadenza, ad esempio 3 mesi, spendibili solo per generi non alimentari.
Essendo buoni a scadenza e non contanti, i soldi in più in busta paga non si bloccherebbero nel risparmio ma verrebbero spesi in beni vari, con aumento di fatturato per aziende produttrici e commerciali e quindi contribuirebbero al reintegro delle tasse.
Inoltre i soldi dei buoni non spesi entro i tre mesi, non essendo rimborsati, rimarrebbero nelle casse dello stato.
Sicuramente gli esercenti si organizzerebbero per far comprare le cose a rate utilizzando i buoni, e questo varrebbe per le scarpe, i pneumatici, i telefonini, i libri, i vestiti, i pc, e per qualsiasi genere non di prima necessità, turismo compreso.
Forse è utopia, ma probabilmente rilancerebbe l'economia più dell'assegno di disoccupazione, e qualcuno tra i disoccupati forse sarebbe reimpiegato a produrre beni di consumo.
Che ne pensate?
martedì 3 marzo 2009
Soldi Sperperati in difesa di privilegi.

Dopo i “fannulloni” e i consulenti d’oro, adesso tocca ai “delegati sindacali”. Cioè ai dipendenti (pubblici) pagati dallo Stato che invece di svolgere il lavoro per cui sono stati assunti, fanno i sindacalisti.
Il Ministro Brunetta mette quindi in rete anche i sindacalisti col permesso retribuito. Negli uffici statali c’è un delegato ogni 1.400 addetti. Nemmeno all’epoca dei soviet … L’operazione trasparenza avviata dal governo procede senza tentennamenti. Almeno così pare. E’ un fatto “rivoluzionario”, positivo. specie se a corredo delle riforme della pubblica amministrazione che il ministro ha annunciato.
Divampano le polemiche. E le levate di scudo dei sindacati. Ovvio. Ma la sindacalizzazione eccessiva è un male, come, all’opposto, il divieto della libertà sindacale. Una ingozzata di sindacalisti porta alla burocratizzazione e al distacco delle organizzazioni con la base. Temi antichi. I consigli di fabbrica, i delegati, i permessi retribuiti sono stati grandi conquiste degli anni 60 e 70, importanti per la salvaguardia degli interessi dei lavoratori e per la stessa democrazia italiana.
Ma lo strumento, in particolare nel pubblico impiego, si è via via trasformato, stravolto, creando dei veri e propri staff di “kapò”, una moltitudine prepotente, un potere dentro il potere. Una forzatura democratica, un ulteriore aggravio per le casse pubbliche: 100 milioni di euro l’anno solo per i permessi per attività sindacale!
Fonte: http://www.polisblog.it
domenica 1 marzo 2009
Saranno Norme Demagogiche, MA FUNZIONANO!

Con le nuove norme recuperate migliaia di giornate di lavoro. Asl, Comune, Regione: crollati i giorni di assenza
Si chiama «effetto Brunetta» ma in alcuni casi si potrebbe parlare di «tsunami Brunetta». La guerra dichiarata ai fannulloni fa crollare di molto il numero di assenze per malattia dei dipendenti pubblici. Le elaborazioni fatte con la metodologia Istat parlano chiaro. Gli ultimi dati si trovano sul sito del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione e riguardano la variazione di permessi per malattia tra il gennaio di quest'anno e lo stesso mese del 2008. Tra i casi più significativi sono citate le Asl di Firenze e Lucca dove la variazione di assenze per malattia è rispettivamente -62,7% e -76,9%. Segue l'azienda ospedaliera-universitaria di Careggi con il suo -57,1%. Variazioni molto grandi ma che impallidiscono confrontate con altri casi analoghi: alla Asl di Foggia i dipendenti sono mancati l'87% di giorni in meno nel gennaio appena passato, rispetto a quello del 2008.
LE CIFRE - La guerra di Brunetta lascia sul campo cifre inaspettate, lo si vede chiaramente nelle variazioni percentuali di assenze nei comuni toscani, quelli che hanno fornito i dati necessari alle rielaborazioni. Ecco che nel mese di ottobre (a quattro mesi dalla firma del decreto) negli uffici del Comune di Siena si è mancati l'89% in meno rispetto allo stesso mese del 2007, a Follonica il 70,6%, a Pistoia il 63,3% e a Livorno il 61,5%. Nell'appendice statistica della relazione presentata ieri alla Camera dei deputati dal ministro ci sono tutti i numeri dei giorni di assenza di Regioni, amministrazioni comunali e provinciali, aziende ospedaliere e Asl. Ci si può sbizzarrire: nella Provincia di Firenze gli 830 dipendenti si sono ammalati 416 giorni in meno rispetto all'anno precedente in ottobre; nello stesso mese i 2.640 dipendenti della Regione sono mancati 1.783 giorni in meno, 1.452 a novembre, 1.228 nel mese della prima ondata di influenza, a dicembre. Anche Palazzo Vecchio registra numeri importanti: 2.820 permessi per malattia in meno a ottobre, 2.035 a novembre, 1.447 a dicembre. L'Università di Firenze invece ha una quota modesta di variazione delle assenze, con 4.002 dipendenti, solo 376 assenze in meno a ottobre. Si possono poi confrontare le aziende sanitarie locali: in quella di Firenze i 6.509 dipendenti hanno recuperato in salute 4.908 giorni a ottobre, 4.667 a novembre, 3.632 a dicembre.
LE ASL - Alti i numeri di assenze in meno anche alla Asl di Empoli, il picco a ottobre 1.189 giorni di malattia in meno. Significativa la rimonta della Asl di Livorno: a novembre con il freddo già alle porte 3.323 assenze in meno. Non c'è amministrazione che non abbia visto migliorare il suo bilancio di assenze, così gli ospedali: al Meyer i 776 dipendenti sono mancati 465 in meno a ottobre e così a novembre, dicembre, sempre intorno ai 400 giorni recuperati al servizio pubblico. L'ospedale di Careggi ha iniziato a perdere assenze a settembre - 3.317 e ancora di più a ottobre - 4.531. «Col decreto Brunetta - commenta l'onorevole Toccafondi (Pdl) - ci sono meno code e il servizio per il cittadino migliora. Inoltre sono soddisfatti anche gli stessi dipendenti che hanno a cuore il loro lavoro. Ma i primi ad essere contenti dovrebbero essere i sindaci, i direttori sanitari e i primari. Ben ricordo le polemiche che ci sono state qualche mese fa, chiedo onestà intellettuale e un mea culpa ai sindacati e al centro sinistra».
venerdì 6 febbraio 2009
In Francia addio alle 35 ore

Repubblica — 09 luglio 2008 pagina 22 sezione: ECONOMIA